Chôra solo show Linda Carrara with a text by Giuseppe Frangi. Boccanera Gallery Trento

Linda Carrara
Chôra


26 ottobre 2019- 04 Gennaio 2020

“Chôra” è il titolo della mostra curata da Giuseppe Frangi, un termine tratto dal Timeo di Platone che indica quello spazio, per certi versi indicibile, in cui la forma dispiega la propria azione. Con un gioco di parole: è lo spazio della forma in “formazione”. Ed è proprio nel concetto di formazione, della materia, di un ipotetico paesaggio o della pittura stessa, che la Carrara si destreggia e abita, mostrandoci una serie di opere che tendono all’idea di luogo e paesaggio nel quale lo spettatore sarà invitato a camminare.

Un titolo che vuole definire la ricerca dell’artista, una ricerca scaturita da un’attrazione, anzi, da una sorta di magnetismo: quello che porta la tela a farsi involucro della forma che poi la abiterà. Liberare la pittura dall’intenzionalità significa spingerla, quasi stressarla, perché sempre più si pieghi a farsi pelle del reale, a farsi lei stessa cosa e non solo rappresentazione della cosa. “Chôra” descrive la ragione profonda di questo schiacciarsi sul soggetto, di questo annullamento di ogni distanza.

EN 

"Chôra" is the title of the exhibition curated by Giuseppe Frangi, a term taken from Plato's Timeo that indicates the space, in some ways unspeakable, in which the form unfolds its action. With a play on word: it is the space of the form in "formation". And it is precisely in the concept of formation, of matter, of a hypothetical landscape or of painting itself that Carrara alters and inhabits, showing us a series of works that bend to the idea of a place and a landscape in which the viewer will be invited to walk.

A title that wants to define the artist's research, a research that comes from an attraction, or rather, from a sort of magnetism: the one that leads the canvas to become the shell of the form that will then inhabit it. Freeing painting from intentionality means pushing it, almost stressing it, so that it increasingly bends to become the skin of reality, to become itself a thing and not just a representation of a thing. "Chôra" describes the profound reason for this crushing on the subject, this cancellation of all distance.